DA ARLECCHINO A CIPI’

DA ARLECCHINO A CIPÌ
IL TEATRO DEI BURATTINI DALLA TRADIZIONE AL MODERNO NELL’ITALIA DEGLI ANNI ’50 – ’70

10 Gennaio – 17 Febbraio 2015
Mostra , spettacoli, laboratori

Cordenons – Centro Culturale Aldo Moro

Una manifestazione ricca di iniziative che partendo dall’esposizione si articola in spettacoli, conferenze, laboratori e attività didattiche rivolte alle scuole.

Orari visita
 
lun/ven 
9,00 / 13,00 
15,00 / 19,00
 sabato
15,00 / 19,00

Per prenotare visite guidate per le scuole e per le attività laboratoriali e gli spettacoli abbinati alle visite scolastiche: 
tel. 0434/932725 – 348/3009028 – roberta@ortoteatro.it

Progetto elaborato da 

Mostra realizzata con il contributo di

Con il patrocinio di

La mostra

Questa mostra è un sogno che si avvera ed anche un piccolo miracolo. Un sogno perché molti mesi fa, quando abbiamo iniziato a immaginare questa esposizione, e poi più volte

durante le varie fasi del suo allestimento, l’idea di poter riunire ed esporre in una mostra collettiva le opere di cinque “giganti” del Teatro d’Animazione italiano ci è sembrata impresa irrealizzabile, nulla più che un sogno destinato tristemente a svanire e che invece si è alla fine realizzato.

E un piccolo miracolo perché, a trentacinque anni di distanza dalla storica, enciclopedica e indimenticata mostra Burattini Marionette Pupi tenuta nel 1980 a Palazzo Reale a Milano, consente di ammirare nuovamente riuniti assieme, i materiali teatrali di cinque artisti che, con i loro spettacoli, hanno segnato un’epoca straordinaria, gli anni ’60- ’70 del Novecento, l’epoca del passaggio dal teatro delle grandi famiglie burattinaie e marionettistiche di tradizione ottocentesca alla modernità dei nuovi materiali, dei nuovi linguaggi e delle nuove compagnie.

Insieme ad altri, in primis Maria Perego col suo Topo Gigio, Maria Signorelli, Otello Sarzi, Tinin e Velia Mantegazza, Lele Luzzati, hanno contribuito in maniera fondamentale e indelebile, in quegli anni ricchi di energie e fermenti sociali e culturali, alla rinascita del Teatro d’Animazione in Italia e all’affermarsi sulle scene teatrali di un fenomeno nuovo, il Teatro Ragazzi. Artisti poliedrici, approdati al teatro di burattini da percorsi di vita e formazione i più diversi, chi come Signorelli, Mantegazza e Luzzati cresciuti nel crogiuolo della pittura e delle arti visive, chi come Velia Tumiati dal teatro di prosa, chi come Sarzi discendente e continuatore di una lunga stirpe di burattinai girovaghi; ma tutti capaci, nei loro variegati e paralleli percorsi di sperimentare, trasformare e innovare radicalmente

il mondo dei burattini, delle marionette e del teatro d’ombre. 

Gli spettacoli delle compagnie cui hanno dato vita, già negli anni ‘50 la Signorelli con L’Opera dei Burattini e Sarzi col Teatro Sperimentale Burattini e Marionette, a metà degli anni ’70 i Mantegazza col Teatro del Buratto e Luzzati col Teatro della Tosse, rimangono nella storia e nella memoria

teatrale non solo italiana. Così come permangono segni forti e tangibili della loro influenza e della loro capacità di essere non solo artisti ma, al contempo, divulgatori e “maestri”; tanti dei gruppi che ancora oggi calcano le scene e i palcoscenici sono nati, e sono talvolta ancora composti, da teatranti cresciuti nelle loro “botteghe”.

È anche grazie alla loro opera se il Teatro d’Animazione italiano continua, pur in un periodo di drammatica crisi economica e culturale, a mostrare segni di vitalità e tenace resistenza.

Una resistenza, di cui questa mostra è piccola testimonianza.

Un ringraziamento doveroso e sentito va a quanti hanno generosamente concesso il prestito dei preziosi materiali qui esposti: 

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