DA ARLECCHINO A CIPI’

La mostra

 

Questa mostra è un sogno che si avvera ed anche un piccolo miracolo. Un sogno perché molti mesi fa, quando abbiamo iniziato a immaginare questa esposizione, e poi più volte

durante le varie fasi del suo allestimento, l’idea di poter riunire ed esporre in una mostra collettiva le opere di cinque “giganti” del Teatro d’Animazione italiano ci è sembrata impresa irrealizzabile, nulla più che un sogno destinato tristemente a svanire e che invece si è alla fine realizzato.

E’ un piccolo miracolo perché, a trentacinque anni di distanza dalla storica, enciclopedica e indimenticata mostra Burattini Marionette Pupi tenuta nel 1980 a Palazzo Reale a Milano, consente di ammirare nuovamente riuniti assieme, i materiali teatrali di cinque artisti che, con i loro spettacoli, hanno segnato un’epoca straordinaria, gli anni ’60- ’70 del Novecento, l’epoca del passaggio dal teatro delle grandi famiglie burattinaie e marionettistiche di tradizione ottocentesca alla modernità dei nuovi materiali, dei nuovi linguaggi e delle nuove compagnie.



Insieme ad altri, in primis Maria Perego col suo Topo Gigio, Maria Signorelli, Otello Sarzi, Tinin e Velia Mantegazza, Lele Luzzati, hanno contribuito in maniera fondamentale e indelebile, in quegli anni ricchi di energie e fermenti sociali e culturali, alla rinascita del Teatro d’Animazione in Italia e all’affermarsi sulle scene teatrali di un fenomeno nuovo, il Teatro Ragazzi. Artisti poliedrici, approdati al teatro di burattini da percorsi di vita e formazione i più diversi, chi come Signorelli, Mantegazza e Luzzati cresciuti nel crogiuolo della pittura e delle arti visive, chi come Velia Tumiati dal teatro di prosa, chi come Sarzi discendente e continuatore di una lunga stirpe di burattinai girovaghi; ma tutti capaci, nei loro variegati e paralleli percorsi di sperimentare, trasformare e innovare radicalmente

il mondo dei burattini, delle marionette e del teatro d’ombre. 

Gli spettacoli delle compagnie cui hanno dato vita, già negli anni ‘50 la Signorelli con L’Opera dei Burattini e Sarzi col Teatro Sperimentale Burattini e Marionette, a metà degli anni ’70 i Mantegazza col Teatro del Buratto e Luzzati col Teatro della Tosse, rimangono nella storia e nella memoria

teatrale non solo italiana. Così come permangono segni forti e tangibili della loro influenza e della loro capacità di essere non solo artisti ma, al contempo, divulgatori e “maestri”; tanti dei gruppi che ancora oggi calcano le scene e i palcoscenici sono nati, e sono talvolta ancora composti, da teatranti cresciuti nelle loro “botteghe”.

È anche grazie alla loro opera se il Teatro d’Animazione italiano continua, pur in un periodo di drammatica crisi economica e culturale, a mostrare segni di vitalità e tenace resistenza.

Una resistenza, di cui questa mostra è piccola testimonianza.