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Una coproduzione Ortoteatro e Molino
Rosenkranz
La principessa Turandot
un’altra opera
Tecniche utilizzate: teatro
d’ombre, videoproiezioni, recitazione dal vivo
Destinatari: scuole medie inferiori e
superiori, pubblico adulto.
Luogo:
Teatro palco minimo 8x6 disponibile 4 ore prima
della rappresentazione.
Tempo di smontaggio 2 ore.
Scrittura ed elaborazione
drammaturgica Federica Guerra
Scenografie Roberto Pagura
Costumi Giuseppe Bortolussi, Franca Borghese
Ombre, immagini, videoproiezioni Stefano Jus
Musiche Giacomo Puccini
Regia Federica Guerra, Roberto Pagura
Supervisione Fabio Scaramucci
Turandot,
l’unica figlia dell’imperatore di China, è tanto bella quanto altera e
inavvicinabile.
Forse anche per questo numerosi principi e re arrischiano la vita per
conquistarla:
sposerà solo chi riuscirà a sciogliere tre indovinelli da lei proposti; chi
sbaglia verrà ucciso.
Così la città di Pechino si riempie delle teste mozzate dei giovani temerari.
La
lunga fila di pretendenti, nonostante questo, non si esaurisce.
La
principessa è una spina nel fianco del vecchio padre, amareggiato.
Un giorno in città arriva Calaf, principe sconfitto ed esiliato, in incognito.
Anche lui intravede tra la folla la principessa, anche lui se ne innamora, anche
lui vuole tentare la sorte.
Calaf scioglie i tre enigmi ed esce vincitore ma Turandot non è ancora
conquistata.
Si
rifiuta ostinatamente di sposare lo straniero, nonostante la parola data.
Calaf rimette tutto in gioco: se Turandot al mattino scoprirà il suo nome sarà
sciolta dalla promessa di matrimonio…
Al mattino non ci sarà nessun sconfitto e a vincere sarà l’Amore.
“La
principessa Turandot” nella co-produzione di Molino Rosenkranz e Ortoteatro,
elabora le suggestioni e le seduzioni di una figura mitica, Turandot, appunto,
in maniera fresca e attuale:
attraverso la brevità e il forte impatto visivo dovuto al lavoro sulle ombre e
video proiezioni del pittore e designer Stefano Jus
che si combina in maniera efficacissima con la musica immortale di Giacomo
Puccini.
In scena Federica Guerra e Roberto Pagura,
nei ruoli di Pang e Pong, narratori e trait-d’union delle scene che si succedono
e
con la partecipazione estemporanea di Pantalone (Federica Guerra) salace
commentatore esterno.
Lo spettacolo – pur prendendo spunto da un grande classico della letteratura e
della musica,
la
commedia di Carlo Gozzi del 1762,
e
l’opera lirica di Giacomo Puccini del 1924 –
è
un’opera originale e autonoma che può essere goduta dal pubblico senza dover
conoscere i riferimenti alle fonti.
Rappresentato a:
Pordenone 23-08-07; Pasiano di Pordenone 21-12-07; 18-02-08 a Cordenons (Pn); 22
e 23-02-08 a Pordenone; 17-07-09 a Cinto Caomaggiore (Ve);
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