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LA GINEVRA DEGLI ALMIERI

Aprile 27 @ 20:45 - 22:30

Gratuito

sabato 27 aprile 2019 ore 20.45

Auditorium Concordia – via Interna 2 – Pordenone

Ortoteatro organizza

Compagnia Romano Danielli, con Michela Fantuzzi, Marco Iaboli, William Melloni, Riccardo Pazzaglia, Moreno Pigoni, Grazia Punginelli e Mattia Zecchi di Bologna presenta

LA GINEVRA DEGLI ALMIERI

Romano Danielli è un maestro Burattinaio di tradizione bolognese, attivo dal 1953, quando entrò per la prima volta a far parte di una compagnia professionale, quella di Umberto Malaguti.

Ha lavorato per vari anni con i più prestigiosi burattinai di allora, venendo così a conoscenza del vasto repertorio burattinesco. I suoi maestri ideali sono stati: Umberto Malaguti, Ciro Bertoni e Febo Vignoli. Nel 1964 ha cominciato ad agire in proprio, perfezionandosi nell’interpretazione delle maschere classiche della Commedia dell’Arte. Danielli, oltre a scrivere nuove commedie, trae spesso ispirazione da antichi canovacci, che rielabora apportando doverosi cambiamenti.

La maschera che più frequentemente anima le sue storie è Fagiolino, monello bolognese, amante del buon cibo e della giustizia, che spesso dispensa a suon di bastonate.

Nella sua ormai lunga carriera ha avuto occasione di portare il suo spettacolo, oltre che in gran parte d’Italia, anche all’estero: Fagiolino ha visitato molte città europee e ha anche attraversato l’oceano per spettacoli a New York e Detroit. La caratteristica principale dei lavori di Danielli è imporre ai dialoghi e alle azioni dei burattini un notevole ritmo.

Ha collaborato con la RAI dal 1989 al 1994, prendendo parte alla trasmissione per ragazzi La Banda dello Zecchino.

Trasmette la sua esperienza ai giovani presso l’Università del Burattino-Istituto Statale d’Arte (Bo), in vari corsi per operatori teatrali e in un corso di 150 ore finanziato dalla Provincia di Bologna.

Autore del libro “Fagiolino c’è. 50 anni di burattini Bolognesi”

La Ginevra degli Almieri è un evento da tenere assolutamente in conto, un’occasione unica perché è uno spettacolo che mette insieme sette grandi burattinai della tradizione dell’Emilia Romagna.

Inoltre riporta in vita, attraverso un’arte senza tempo, una storia dimenticata che, col passare dei tempi, è diventata un canovaccio assai utilizzato da molte generazioni di burattinai, adattato alle loro esigenze drammaturgiche, ben diverse da quelle del palcoscenico.

La vera storia di Ginevra, quella originale, era ambientata nella Firenze del XIV secolo. La protagonista viene obbligata dal padre a sposare Francesco, della ricca casata degli Agolanti, pur essendo lei innamorata di Antonio, dal modesto patrimonio.

Essendo ad un certo punto morta di peste e risvegliatasi con orrore nella tomba, Ginevra riesce a fuggire, ma viene scacciata dal padre e dal marito, che la scambiano per fantasma. A Ginevra non resta che recarsi dal suo Antonio, che l’accoglierà a braccia aperte. Il lieto finale è d’obbligo: lei guarisce e l’amore trionfa, dato che il matrimonio con Francesco verrà sciolto, avendo lui ripudiato la moglie.

La storia di Ginevra, della sepolta viva, si tramanda sotto varie forme nei secoli, e ovviamente anche il teatro popolare dei burattini ne ha approfittato, come dimostra la versione di Romano Danielli  agito in una grande baracca da ben sette burattinai.

Al centro della storia, come ogni copione burattinesco che si rispetti, non vi è la bella Ginevra, bensì due burattini della tradizione, Fagiolino e Sganapino, servi di buon cuore del Conte Almieri che, dopo aver sentito Lanternin Patata, caricatura del medico ammazza ammalati, credendo di aver ucciso la moglie Ginevra, assai poco obbediente ai suoi voleri, ordina ai suoi due servi di tumularla nella tomba di famiglia. Verranno aiutati dai becchini Sandrone e da sua moglie Pulonia, icone anch’essi della tradizione emiliano-romagnola.

Insieme al presunto cadavere della moglie (e qui sta l’inghippo) il Conte Almieri ha voluto sotterrarne anche tutti i gioielli, la qual cosa ovviamente fa gola a Fagiolino e Sganapino, sempre poveri in canna. Così i due, una volta finito il funerale, riaprono la tomba, da cui esce viva e vegeta Ginevra, che rinsavita nel carattere si riunisce al marito lasciando l’amante, sciupafemmine, Roberto, che qui Danielli trasforma nella maschera del Capitano.

Sette i burattinai: insieme a Marco Iaboli e William Melloni, ci sono lo stesso Danielli nella parte di Sandrone e di Lanternin Patata. Il dottor Balanzone, qui padre di Ginevra, è affidato a Riccardo Pazzaglia, Brighella e Pulonia sono interpretati da Moreno Pigoni, mentre le parti serie sono per Grazia Punginelli (Ginevra) e per il giovanissimo Mattia Zecchi, nel doppio ruolo del Conte e di Roberto.

Ingresso gratuito.

MAgicaBUra!

Festival del Teatro di Figura

Con il contributo di Comune di Pordenone, Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, Banca di Credito Cooperativo Pordenonese,

con la collaborazione di Compagnia Walter Broggini, Fondazione Milano, TOPIC Centro Internazionale del Burattino di Tolosa, Museo della Marionetta di Lisbona, Museo delle Marionette di Lubiana e dei Comuni di Pordenone, Aviano, Pasiano di Pordenone, Prata di Pordenone e Spilimbergo,

con il patrocinio di UNIMA Unione Internazionale della Marionetta

Info: Ortoteatro 0434/932725 o 348/3009028

info@ortoteatro.it

www.ortoteatro.it

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Dettagli

Data:
Aprile 27
Ora:
20:45 - 22:30
Costo:
Gratuito
Tag Evento:
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Organizzatore

Ortoteatro
Telefono:
3483009028
Email:
info@ortoteatro.it
Sito web:
www.ortoteatro.it

Luogo

Auditorium Concordia
Via Interna 2
Pordenone, Pn 33170 Italia
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Telefono:
348 300 90 28